Titoli obbligazionari area euro? mah aspettiamo un attimino…

In generale, non credo che bisogna essere scienziati per affermare che in questo periodo è meglio tenersi “alla larga” da titoli obbligazionari europei. Attenzione quindi, alle prossime scadenze, nel rinnovare anche i pronti contro termine, ad aderire a nuove emissioni di titoli obbligazionari societari e governativi dell’area euro ed è assolutamente necessario rivalutare l’esposizione complessiva del proprio portafoglio. Forse sono esagerato, ma qualcuno direbbe “meglio aver paura che buscarne”. Secondo Nouriel Roubini, l’economista della New York University divenuto famoso nel mondo per aver correttamente anticipato lo scoppio della bolla immobiliare e la successiva crisi del credito, la cura proposta dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale per il problema di INSOLVENZA della Grecia non potrà che rimandare nella migliore delle ipotesi il problema, con il rischio aggiuntivo di un contagio agli altri paesi deboli della UE, prima di tutto Spagna e Portogallo ma successivamente anche Italia e Irlanda. Mercoledì scorso, Standard & Poor’s, mentre ha declassato di tre livelli in un sol colpo il debito pubblico della Grecia, riducendolo al rango di «junk bond» cioè «spazzatura», ha abbassato di due gradi il rating dei titoli pubblici portoghesi e di uno quello dei titoli spagnoli, con prospettive negative, non escludendo quindi un successivo downgrade. Troppe sono le prossime scadenze di titoli obbligazionari con l’esigenza di rifinanziamento dei debiti in zona euro. L’unica speranza per evitare il disastro, conclude l’economista, sarebbe una politica monetaria più espansiva da parte della Banca Centrale Europea per favorire un deprezzamento dell’euro intorno a 1,2, 1,1 o addirittura alla parità con il dollaro, e una politica fiscale espansiva in Germania per compensare le pressioni deflazionistiche in Grecia e nei paesi costretti all’austerità fiscale. E’ interessante comunque leggere tutta l’intervista. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Editrice/IlSole24Ore/2010/04/29/Economia%20e%20Lavoro/3_B.shtml?uuid=f71eb54a-5351-11df-aa0b-e7dd342ffe1a&DocRulesView=Libero Oggi più di ieri occorre diversificare per tutelare il nostro patrimonio e anche gli asset monetari devono essere valutati per quelli che sono gli scenari probabili dopo le ultime decisioni politiche finanziarie dell’ eurogruppo. Personalmente credo che tali decisioni siano condivisibili e che l’unione europea debba appoggiare i singoli stati membri con tutta la propria forza in caso di necessità, qualsiasi sia il tipo di protezione di cui hanno bisogno. L’Unione europea ha un grande potenziale socio-economico ma è ancora giovane e simili crisi devono servire anche a crescere. Errori possono essere stati fatti in passato, dalle decisioni di allargamento alle successive mancate verifiche, nasce adesso l’esigenza di un organismo di controllo finanziario e di pronto intervento monetario. In attesa del vertice dei paesi dell’Eurozona lunedì 10 maggio, il giorno dopo cioè le elezioni tedesche in Nord Reno Vestfalia, convocato dalla presidenza spagnola della UE, dove sicuramente verranno dibattuti questi temi, facciamo attenzione anche alla composizione dei nostri asset nel risparmio gestito attraverso siti specializzati o, se volete, contattatemi, sono a vostra disposizione

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