Tra “Fly to Quality” e Casinò

Differenza tra rischio e incertezza

Gli sviluppi della crisi del debito, nata negli USA, ma esportata con “gran successo” nel Vecchio Continente, riporta l’attenzione sulla distinzione tra il rischio e l’incertezza, tra “bolle” e “cigni neri”. Grandi studiosi come Knight e Keynes erano concordi nel definire il rischio come la misura valutabile su una esperienza passata perdurata nel tempo e l’incertezza come un concetto che va aldilà delle probabilità statistiche, basato appunto sulla imprevedibilità.

La valutazione del rischio nei mercati finanziari viene affidata a metodi definiti quantitativi, basati perciò essenzialmente su calcoli statistici matematici, una ricerca asettica, onesta, ma che non prende in esame l’incertezza che regna sui mercati finanziari. e l’incertezza della previsione aumenta in misura crescente con l’allungarsi del periodo considerato, come avviene per altri tipi di previsioni. Quale calcolo matematico mi può portare alla determinazione del prezzo dell’oro o quello del cacao tra vent’anni?

Il VAR (Value at Risk) è il metodo più usato per calcolare il rischio ma non tiene conto dell’imponderabile, del “cigno nero” dell’avvenimento cioè al limite della nostra immaginazione, tale da sconvolgere la vita quotidiana, come lo definisce Nassir Taleb nel suo best seller della finanza “Il Cigno nero, come l’imponderabile governa la nostra vita”.

L’esempio più recente, e negativo, è l’attentato dell’11 settembre alle torri gemelle del Wtc di New York, o per restare nel ‘900, l’avvento di Hitler. Ma la storia è comunque altrettanto ricca di cigni neri positivi. Dall’avvento dell’homo sapiens alla scoperta dell’America nel 1492, dalla macchina a vapore a Internet.

Ora però sorge spontanea una domanda: era prevedibile per esempio l’ultima crisi? E la risposta non può essere che positiva visto che già nell’estate del 2007 abbiamo cominciato a ridurre le posizioni come hanno fatto anche alcuni hedge funds americani che iniziarono a scommettere al ribasso su alcune società tipo Bear Stern. Ma già da prima sentivamo parlare dell’aumento degli espropri ipotecari, delle difficoltà delle famiglie a rispettare le scadenze dei mutui ecc. Poi sono venute le cartolarizzazioni, i sub-prime e i tentativi di truccare bilanci delle società infine  lo spostamento del debito dal privato al pubblico. E’ interessante notare il comportamento umano in questi casi: nei mercati azionari è evidente a tutti, eppure in tanti ancora comprano quando i mercati sono ai massimi e poi clamorosamente vendono quando i mercati sono ai minimi. Una consuetudine estesa anche al mercato immobiliare, con gli americani che, fino a poco tempo fa,  continuavano a chiedere finanziamenti sulle case, con quotazioni gonfiate oltremisura, ingigantendo la “bolla” destinata ad afflosciarsi naturalmente poco tempo dopo, così come accadde nel 2000 con quella azionaria di internet.

Fly to Quality è la strategia usata dai grandi investitori in questo periodo, che consiglia di dirottare i propri investimenti verso porti sicuri, al riparo dalle mareggiate dei mercati, dalle tempeste valutarie e dalle turbolenze inflattive. Ancora in questi giorni importanti gruppi finanziari americani, oltre a scommettere su una sensibile riduzione degli utili aziendali nel 2011 (Walter Riolfi su il sole 24h di sabato 29 maggio), continuano a comprare oro nonostante il metallo prezioso sia a livelli record e per tutto il 2010 pare che le banche centrali daranno un forte sostegno a questo mercato. Diversificazione quindi, non solo Bund ed è quello che abbiamo fatto fino ad ora con il nostro portafoglio e quello che continueremo a fare nei prossimi tempi, navigando a vista, mantenendo la rotta.

Ah un ultima cosa… ripensando a Nassir Taleb

La strategia che suggerisce consiste nell’essere contemporaneamente il più iperprudenti e il più iperaggressivi possibili, piuttosto che esserlo solo in parte. Invece di mettere tutti i soldi in investimenti a “medio rischio”, dice di metterne una parte, diciamo fra l’85 e il 90 percento, in strumenti molto sicuri, a 7/10 anni.

Ciò che rimane, cioè fra il 10 e il 15 per cento, va puntato su scommesse estremamente speculative, su fondi con un forte effetto leva (come le opzioni, anche al ribasso se si crede in questo).

I cigni neri a volte fanno l’uovo di Colombo…

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