Di Case, di Prezzi e di Altri Indicatori

 

Il Presidentissimo Americano ha varato la sua tanto attesa riforma finanziaria. Non
sarà così facile dare un giudizio a breve su le oltre 2300 pagine del testo di legge e
tutte le regole contenute. In sostanza l’obiettivo della legge è quello di garantire e
tutelare i clienti degli istituti bancari contro i malaffari della finanza. Le banche
commerciali, quelle cioè che possono fare raccolta e avere i depositi, non potranno
investire per conto proprio in operazioni di trading o speculative, in operazioni hedge
o di private equity, per una percentale superiore al 3% del proprio capitale. Per fare
questo dovranno creare delle controllate separate. Credo che sia una cosa buona e
giusta, vedremo se potrà essere considerato l’atto conclusivo della crisi dei “mutui subprime”.
Intanto la ripresa economica se c’è, non si vede. Dagli indicatori macroeconomici si
evince che le aziende (quelle che non chiudono) faranno più utili dello scorso anno
grazie ai bassi costi dell’indebitamento e ai tagli delle spese, ma i loro fatturati
diminuiscono. La disoccupazione è stabilmente ai massimi livelli in USA e, alla faccia
della “distribuzione della ricchezza”, ci sono sempre più poveri e sempre più ricchi e di
conseguenza lo stato sociale intermedio continua ad assottigliarsi.
Sempre negli States, l’indice dei prezzi al consumo (CPI, Consumer Price Index) è
calato per il terzo mese consecutivo e quello relativo alla fiducia dei consumatori
(Michigan Consumer Sentiment Index) si è notevolmente ridotto rispetto a
giugno, da 76 punti a 66,5 punti. Gli economisti avevano atteso un calo a 74,5 punti e
in assoluto questa è la notizia che ha confermato il “rallentamento della crescita” e i
dubbi sullo stato di salute della Economia Americana.
In concomitanza con questi ed altri indicatori macroeconomici (come i manifatturieri
NY Empire State e il Philadelphia Fed) il cambio euro/$ si è riportato vicino a
1,30, dai minimi di 2 mesi fa confermando che anche la valuta americana non è
proprio un “porto sicuro” contro gli attacchi dei pirati speculatori. Altra notizia che ha
influenzato positivamente la valutazione dell’Euro è stata quella dei nuovi accordi
industriali tra Germania e Cina siglati dalla Merkel e il premier cinese Wen Jiabao,
il quale, strategicamente, ha confermato anche la volontà di sostenere la valutazione
della moneta unica europea.
Il mercato immobiliare americano, che aveva dato dei timidi segnali di vita
durante i primi mesi dell’anno ha ricevuto cattive notizie dagli ultimi dati. Da qualche
mese sono sotto monitoraggio, per il nostro portafoglio, una manciata di primarie
società quotate al NYSE e alcuni fondi coinvolti direttamente o indirettamente nel
“mattone”. Da inizio 2010 hanno dato eccellenti risultati (intorno al 20%), ma dopo
che il Governo USA ha terminato l’agevolazione del credito d’imposta per
l’acquisto della prima casa, le valutazioni dei titoli delle imprese edili avranno
difficoltà ad apprezzarsi ulteriormente. La National Association of Realtors
(l’Associazione Agenti Immobiliari degli USA) ha comunicato in questi giorni il suo
indice che misura l’andamento dei contratti di vendita di abitazioni già firmati ma non
ancora conclusi (Pending Home Sales) che è calato a maggio rispetto ad aprile del
30%. Gli economisti avevano atteso un calo del 10,5%. La stessa Associazione,
responsabile dell’importante indicatore sui contratti di vendita di abitazioni in corso
(Existing Home Sales), ha comunicato che, lo stesso, è calato a maggio del 15,6%.
Il Dipartimento del Commercio ha fatto sapere che le spese per costruzioni
(Construction Spending) sono calate a maggio dello 0,2%. Gli economisti avevano
atteso un calo dello 0,8% mentre Il dato di aprile è stato rivisto leggermente al
ribasso, da +2,7% a +2,3%.
Il prezzo dell’oro è stornato dai massimi di un paio di mesi fa, ma rimane sempre
molto alto
Forse non sarà una Double Dip Recession ma a me sembra che siamo sempre in“buca”.
La strategia per la nostra navigazione rimane sempre la stessa: al riparo dalle
tempeste in porti sicuri (paesi con bassi indebitamenti) e affidarsi a grandi
timonieri (solo gestori di eccellenza).
Buon Vento

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