Tra Fortuna e Fortunali, Buon Agosto

Questo è il primo post di una nuova avventura nei mari scritti della finanza. Quindi benvenuti a bordo di questo veliero in cerca di rotte tranquille da navigare e porti confortevoli dove approdare i nostri patrimoni virtuali.

Notizie e dati si sono rincorsi negli ultimi giorni. Tra più o meno attendibili Stress Test delle banche e controversi risultati di indicatori economici, la percezione globale sull’economia mondiale non cambia e la fase di incertezza continua.
Gli USA rallentano la crescita, i mercati emergenti emergono (bene le “Tigri” ma le piazze finanziarie avevano già “scontato” la crescita di Cina e India: Shanghai è sotto da inizio anno di un buon 15%) e l’Europa è a strascico. Cosa hanno fatto a fare gli Stress Test se le banche tedesche, dopo che Commerzbank e varie Landesbanken hanno passato l’esame solo dopo aver ricevuto aiuti statali, si sono rifiutate di comunicare le loro posizioni sui titoli esteri e quelle francesi si sono ripulite di questi scaricandoli alla Banca Centrale Europea? Meglio non andare oltre, probabilmente è meglio non guardare il bilancio della BCE e alla gestione dei “Colletti Bianchi”, limitiamoci alla considerazione che le banche, soprattutto quelle tedesche, hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo sociale sul territorio e sono costrette a cercare reddito in operazioni finanziarie indebitandosi a basso costo e reinvestendo in titoli europei di “serie B” lucrando sul differenziale dei tassi ottenendo come effetto accessorio un controllo sull’intero sistema Europa.
L’Italia è un paese incredibile. Riusciamo a stare a galla ed è incredibile. Abbiamo una classe politica che nemmeno in Burundi (per dirla alla Gaber, con tutto il rispetto…). I Cinesi ci studiano per come riuscire a sanare abusi edilizi, gli Americani sono increduli di come rimpatriamo i capitali. Il Genio in effetti non ci è mai mancato e questo, unito alla nostra magnifica terra, fa un po’ invidia. Da noi le sceneggiate politiche dominano la scena, passano in secondo piano problemi sindacali e le diverse economie e velocità che governano il paese. Quest’anno la metà degli italiani non andrà in vacanza, nel contempo, però, sembra che stiano salendo retribuzioni e fiducia. II risparmio altra nostra virtù. Secondo le stime di Federalberghi il 46,3% della popolazione starà a casa quest’estate e il 54,9% per motivi economici. Secondo i dati ISTAT, d’altro canto, le retribuzioni sono aumentate e hanno fatto registrare i rialzi più elevati negli alimentari, bevande e tabacco (+2,5%), nelle telecomunicazioni (+4,5%),nell’ energia (+4,4%), nelle amministrazioni locali e nel Servizio sanitario nazionale (+4%). I settori dei servizi, delle costruzioni e della manifattura incassano un aumento di fiducia delle imprese mentre per i commercianti calano sia i giudizi che le aspettative sulle vendite e sono giudicate in accumulo le giacenze di magazzino.
Detto questo, la nostra gestione globale mantiene la struttura di portafoglio che le ha consentito di gestire con successo le oscillazioni dei mercati nel corso del 2010. Manteniamo perciò anche una posizione difensiva nei confronti dell’euro, preferendo valute di paesi non indebitati e con sana crescita economica. E’ in corso sicuramente una sorta di riequilibrio economico mondiale a favore dei paesi emergenti e la decisione del governo cinese di procedere gradualmente al rafforzamento dello Yuan insieme ai tagli imposti dalle amministrazioni pubbliche e dalle aziende private delle aree “occidentali” accelera questo processo e consolida questa convinzione.
Per quanto riguarda l’asset azionario si conferma ancora il limite del 20% di esposizione. I nostri talentuosi gestori di riferimento hanno già fatto scorte di titoli, per i loro portafogli, su mercati interessanti come quello delle risorse naturali e dell’energia mentre personalmente sto monitorando attentamente il mercato immobiliare americano, che però deve fare ancora i conti con “il freno a mano tirato” del perdurante alto tasso di disoccupazione.
Tra rallentamenti, crescite inflazioni e deflazioni tra “fortuna e “fortunali”, bello e affascinante sarebbe il naufragar ma per gli investimenti di questo periodo preferisco citare un certo Severino Boezio filosofo romano del 400 d.c.…
Se abbandonassi le vele ai venti
avanzeresti non già nella direzione voluta
ma là dove i venti ti spingono

Per quanto mi riguarda questo periodo contribuirò alla crescita del PIL, nel senso che ristrutturo casa (nella foto il sottotetto) e, io e mia moglie, faremo come la metà degli Italiani che si godranno le loro belle native città, mentre i miei figli se la spasseranno spero il più possibile
Buon Agosto

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