La Nascita di una Nazione

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“The Birth of a Nation”, è un film muto, un pezzo di Storia della Cinematografia. Uscì nel 1915 e fu un film rivoluzionario per l’epoca, innovativo per certe tecniche di ripresa. Tratta di alcuni episodi romanzati della guerra di secessione americana e fu record d’incassi al botteghino fino al 1925 incassando oltre 10 milioni di dollari di allora.

Il film attirò numerose proteste alle proiezioni, soprattutto da parte della National Association for the Advancement of Colored People. Scoppiarono rivolte a Boston, Philadelphia e in altre città in risposta alle tesi della pellicola, e il film venne vietato a Chicago, in Ohio, a Denver, a Pittsburgh, a Saint Louis ed a Minneapolis. Si disse che incoraggiava la creazione di gruppi di bianchi e li spingeva ad attaccare i neri.

Ne “La Nascita di una Nazione”, che glorifica l’ascesa del Ku Klux Klan in contrasto ai “Repubblicani Radicali”, viene ripetutamente citato il testo “la Storia del Popolo Americano” di Thomas Woodrow Wilson, 28° Presidente USA, in carica dal 1913 al 1921. Erano i decenni dopo la guerra di secessione americana, con la prima Guerra Mondiale nel mezzo, quando i fondamenti di ogni attività politica erano decisi dal potere legislativo, il Congresso degli Stati Uniti aveva il massimo potere e la corruzione dilagava.
Il sostegno di Wilson all’accuratezza storica del film fu di molto peso e contribuì non poco alla popolarità del film che restò per molti anni record assoluto d’incassi al botteghino. “Questo fu a sua volta uno dei principali fattori che portarono, nello stesso anno, alla riorganizzazione (a Stone Mountain, in Georgia) del Ku Klux Klan, che era stato silente dalla sua messa fuorilegge negli anni settanta dell’Ottocento”.(Wikipedia)

Che personaggio ambiguo quel Wilson… Letterato e Accademico, rettore dell’Univerita di Princeton si rese celebre per le sue pubblicazioni politiche e nel 1910 fu candidato a governatore del New Jersey. Nel 1912 il Partito Democratico lo nominò candidato alle elezioni che vinse anche grazie alla divisione interna dei Repubblicani tra Roosvelt e Taft.

Nel 1913 pubblica “The New Freedom”, un libro in cui rivela: «Da quando sono entrato in politica, molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e dell’industria, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Essi sanno che in qualche luogo esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce quando ne parlano per condannarlo».

La sua Firma è apposta sul Federal Reserve Act approvato in tutta fretta dal Congresso poco prima delle feste natalizie del 1913. L’ atto sanciva la nascita della Federal Reserve e in pratica trasferiva il potere di stampare il denaro dal Governo americano ad un gruppo privato di banchieri che mettevano così le basi per il controllo finanziario mondiale. Tre anni dopo, a proposito di questo, disse: «Sono l’uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato del mondo civilizzato. Non più un governo in cui c’è libertà di opinione, non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza, ma un governo pilotato dall’opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini»

Wilson fece approvare dal Congresso nel 1917 la legge sullo spionaggio e nel 1918 la legge sulla sedizione per combattere le opinioni socialiste, anti-Britanniche, pro-Irlanda, pro-Germania o contro la guerra. Egli istituì inoltre il Comitato degli Stati Uniti sulla Informazione Pubblica, con a capo George Creel (da cui Comitato Creel), che riempì il paese di propaganda anti-tedesca e, durante la prima ondata di paura del comunismo (1917-1920), organizzò le azioni di Palmer contro esponenti della sinistra. Wilson fece arrestare il capo socialista e candidato alla presidenza Eugene V. Debs, per aver accusato i poteri finanziari di essere i responsabili della prima guerra mondiale e per aver criticato la legge sullo spionaggio. Wilson, inoltre, appoggiava la American Protective League, una organizzazione privata pro-guerra nota per le sue flagranti violazioni delle libertà civili americane.(Wikipedia)
Tra il 1914 e il 1918 gli USA intervennero molte volte anche pesantemente in Sud America controllando l’area con truppe militari e obbligando le popolazioni a servitù che sfociavano spesso in ribellioni in cui persero la vita migliaia di sudamericani.

Nell’Aprile del 1917 portò l’America nel primo conflitto bellico mondiale dichiarando guerra alla Germania e nel Dicembre dello stesso anno all’Austria.

Tra il 1917 e il 1920 il governo Wilson appoggiò finanziariamente e militarmente i Russi Bianchi nella Guerra Civile Russa.

Dopo la Grande Guerra, Wilson si impegnò, con alterno successo, a promuovere la sua idea di riassetto del mondo su base etnica. L’8 gennaio 1918 Wilson tenne il suo famoso discorso dei Quattordici Punti, avanzando la proposta di una Lega delle Nazioni, una organizzazione che avrebbe dovuto tendere al mantenimento dell’integrità territoriale e all’indipendenza politica, sia per le grandi nazioni che per le piccole. Il punto più innovativo della proposta di Wilson era quello del così detto “diritto all’autodeterminazione” per ogni popolo, inteso come comunità etnica. Secondo tale principio ogni etnia doveva avere il suo stato nazionale.

Wilson intendeva i Quattordici Punti come un mezzo per far terminare la guerra e raggiungere una pace equa per tutte le nazioni. Arrivò a Versailles il 4 dicembre 1918 per la Conferenza della Pace del 1919 (diventando il primo presidente degli Stati Uniti a compiere un viaggio in Europa durante la carica), e si adoperò a fondo per promuovere il suo piano.

Alla fine anche le altre potenze vincitrici accettarono i principi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli, e il conseguente dissolvimento, per certi versi parziale, degli Imperi multinazionali. Il princìpio di nazionalità fu la base per la costruzione dell’Europa democratica e degli Stati nazionali. Tali princìpi furono applicati soprattutto all’Europa orientale e al Medio oriente, per riempire il vuoto lasciato dal crollo simultaneo dei grandi imperi assolutisti. Tuttavia, data la complessa situazione etnica dell’Europa, alcuni Stati europei negli anni successivi alla Conferenza di Pace di Parigi, si sentirono autorizzati ad applicare i princìpi nazionalistici di Wilson, anche per effettuare pulizie etniche e nuove guerre.

Thomas Woodrow Wilson nel 1919 fu insignito del Premio Nobel per la Pace. 

Le Autocritiche e gli autoriconoscimenti, il Potere e il Controllo mondiale, il Razzismo, l’autodeterminazione dei popoli e la Schiavitù! Che personaggio ambiguo quel Presidente, figlio di una Nazione ricca di contraddizioni!

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