Riprendiamoci 240 Miliardi – Cassa Depositi e Prestiti, 12 milioni di famiglie italiane e lo smantellamento dello Stato Sociale

Siamo immersi in un processo di smantellamento dello Stato Sociale, processo derivato dalla saturazione del mercato a cusa della straordinaria offerta  degli scorsi decenni di merce di ogni tipo, che ha innescato la finanza creativa e la bolla del credito. Abbiamo un debito pubblico enorme ma siamo ancora ricchi, patrimonio immenso, culturale, naturale, industriale ma anche finanziario privato, stimato circa 4 volte  il debito pubblico. Il problema è che è privato ed è sempre più concentrato nelle mani di sempre meno soggetti. Ci stanno tartassando oltre ogni limite, oltre l’eutanasia di piccole e medie aziende, oltre il suicidio di imprenditori, inaridento la volontà di intraprendere, azzerando il ceto medio, facendo fuggire all’estero  non solo le imprese, ma anche le risorse più preziose che sono i nostri ragazzi, in cerca di opportunità, di strutture e di lavoro.

A questo punto il percorso, ma più che una passeggiata potremmo definirla una vera e propria guerra finanziaria, prevede l’attacco frontale ai beni comuni, i beni dello Stato, i nostri beni, la loro svendita. C’era un tempo in cui volevano farci credere che la soluzione migliore fosse quella di privatizzare perchè il privato riusciva a gestire al meglio le risorse. Poi hanno capito che certi beni sarebbero stati considerati inalienabili per il popolo, se non in casi di estrema necessità. Ed ecco che, una volta comprata per 2 promesse la Sovranità nazionale, possono attuare il loro affare agitando lo spettro del debito pubblico, del fallimento dello Stato. Non necessita più convincere la gente, niente più referendum, basta avere inoculato il virus della paura, della rassegnazione ed il fatto che certe misure siano inevitabili.

Per uscire dalla crisi non dobbiamo tornare a crescere, non è quello il problema, perchè se le multinazionali che operano in Italia faranno più utili non è detto che ci sarà una maggiore e migliore occupazione. Dobbiamo attuare nuove politiche fiscali, quello si, meno restrittive nei confronti delle aziende, dei lavoratori e del lavoro. Dobbiamo eliminare quella sacca enorme di sprechi del denaro pubblico che va dai costi e degli sprechi della politica e della pubblica amministrazione, alle grandi opere inutili, alle folli spese militari, alle pensioni e agli stipendi d’oro, ai 110.000 consiglieri di amministrazione delle aziende parastatali ecc. Cifre da capogiro, valide per risanare gradualmente il debito, ristrutturare, incentivare conversioni energetiche, ridurre il cuneo fiscale e ridare fiato al lavoro. Allora potremo ripartire. Altro che dismissioni.

A proposito di dismissioni, veniamo alla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e all’ultimo assedio delle Lobbies. L’attività della Cdp, società per azioni finanziaria italiana attualmente partecipata per l’80,1% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 18,4% da diverse fondazioni bancarie e il restante 1,5% in azioni proprie, si articola in due distinti rami di azienda. Il primo riguarda la “gestione separata”che gestisce il finanziamento degli investimenti statali e di altri enti pubblici, quali regioni, altri enti locali e comunque strutture afferenti allo Stato, utilizzando quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale. La seconda, la”gestione ordinaria”, si occupa del finanziamento di opere, di impianti, di reti e di dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici e alle bonifiche. Per far fronte a questa attività la Cassa depositi e prestiti provvede attraverso l’assunzione di finanziamenti e l’emissione di titoli, in particolare obbligazioni. Contrariamente al risparmio postale, questo tipo di raccolta di fondi non è garantito da parte dello Stato. L’attività è inoltre sottoposta al controllo di una apposita Commissione parlamentare di vigilanza.(Wikipedia)

Marco Bersani, storico attivista e coordinatore nazionale di Attac Italia, tra i promotori del Forum “Per una nuova Finanza Pubblica e Sociale” spiega di cosa si tratta:

<Cassa Depositi e Prestiti è stato ente dello Stato dalla sua nascita nel 1850 e sino al 2003. In quell’anno è stata trasformata in società per azioni e al suo interno sono entrate col 30% di capitale le fondazioni bancarie, ovvero i principali azionisti delle banche di riferimento. Da quel momento, qualsiasi investimento di Cdp deve avere come scopo principale quello di produrre utili per gli azionisti (in dieci anni, le fondazioni bancarie hanno portato a casa dividendi pari a oltre il 10% annuo). Questo ha comportato che, per quanto riguarda il finanziamento degli investimenti degli enti locali, è scomparso il tasso agevolato, fino ad allora applicato, sostituito dal tasso di mercato; mentre per quanto riguarda gli altri investimenti, le scelte hanno unicamente scopi finanziari, senza nessuna considerazione dei bisogni del paese e delle necessità delle comunità locali. Cassa Depositi e Prestiti opera attraverso diversi fondi. Uno di questi è il Fondo italiano per le infrastrutture (F2i), nato da un connubio tra Cdp (15,99%), Intesa Sanpaolo, Merrill Lynch, Unicredit, le fondazioni bancarie e due Casse di previdenza professionali. Questo fondo opera nel settore dei servizi infrastrutturali e in pochi anni è entrato nei settori del gas, dei rifiuti, dei servizi idrici, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture autostradali e aeroportuali. Un vero e proprio assalto ai beni comuni degli enti locali, verso i quali F2i si propone come partner ideale per accompagnarli nella privatizzazione dei servizi pubblici. Un secondo fondo è il Fondo Strategico Italiano (FSI), controllato da Cdp, che interviene nel capitale azionario di aziende per migliorarne la competitività; in base a questi criteri, FSI è entrato nell’inverno scorso nel capitale sociale di Hera SpA (multiutility dei servizi idrici, energetici e ambientali dell’Emilia Romagna) per favorirne la fusione con la omologa Aps-Acegas di Padova e Trieste. Sono solo alcuni esempi di come Cassa Depositi e Prestiti utilizza il risparmio postale di 12 milioni di famiglie e i loro 240 miliardi, per favorire l’espropriazione delle stesse in termini di beni e servizi pubblici. Le scelte sono nazionali, ma è ovvio che il telaio in cui si affermano è quello delle politiche monetariste dell’Unione Europea. L’ossessione sulla riduzione del debito pubblico, il Fiscal Compact, il Patto di Stabilità e Crescita sono tutte norme europee che hanno lo scopo di far arretrare il “pubblico” da qualsiasi funzione economica e sociale per consegnare beni e servizi ai mercati finanziari. Cassa Depositi e Prestiti, coi suoi oltre 240 miliardi di euro di risparmio postale, invece di divenire il veicolo di un altro modello economico e sociale, è di fatto il soggetto attuatore in Italia delle volontà delle grandi lobby finanziarie europee. Recentemente, Cdp ha istituito il FIV (Fondo per la valorizzazione degli immobili) attraverso il quale si propone come partner degli enti locali per la messa sul mercato di tutto il patrimonio pubblico in mano ai Comuni. In pratica, Cdp si propone per valutare gli immobili comunali stabilendone un prezzo. Se il Comune riesce a vendere sul mercato l’immobile in oggetto ad un prezzo superiore l’affare è fatto; se non riesce, Cdp lo compra al prezzo pattuito e poi lo mette sul mercato. Senza nessuna considerazione per il possibile riuso sociale degli immobili di proprietà comunale, Cdp favorisce il bisogno di cassa “qui ed ora” dei Comuni strangolati dal patto di stabilità e dalla spending review, portandone avanti in prima persona la svendita alla speculazione immobiliare. Poiché Cdp sta girando l’Italia per spiegare agli enti locali questo nuovo “prodotto”, noi la contestiamo dovunque nel metodo e nel merito. A Firenze è nato il Forum “Per una nuova Finanza Pubblica e Sociale”. Lo compone un variegato mondo di comitati territoriali, associazioni e reti di movimento, organizzazioni sindacali, associazioni religiose. Con due obiettivi concreti di lavoro: il primo è il rifiuto della trappola del debito, così come viene costruito dai diktat delle lobby monetariste italiane ed europee, e la proposta di avviare a livello nazionale e locale un’inchiesta popolare sulle cause dello stesso, per deciderne assieme quale parte va rifiutata perché giuridicamente “illegittima” e “odiosa”, e quale parte va ristrutturata secondo tempi e modalità che non pregiudichino i diritti e il reddito delle popolazioni. Il secondo obiettivo è la socializzazione del credito, ribaltando la prospettiva di un paese come l’Italia che è passato da un controllo pubblico sul sistema bancario pari al 74% nel 1992 all’attuale zero per cento. Per questo diventa centrale la socializzazione della Cassa Depositi e Prestiti, azienda strategica del Paese>

Ebbene, a corollario di tutto ciò, le operazioni per far cassa dell’ultima Legge di Stabilità del governo vedono la Cdp al centro del progetto di dismissione e svendita del Patrimonio Mobiliare e immobiliare nazionale ed altre cosucce collaterali… Il premier Letta e il ministro delle Finanze Saccomanni hanno annunciato un piano di privatizzazioni da 10-12 miliardi, che riguarderà otto società: Eni, FinCantieri, Sace, Cdp Reti, Cdp Tag, Grandi Stazioni/Centostazioni, Enav e StMicroelectronics. Credo non serva aggiungere altro commento…

Siamo governati da emissari di organismi sovrannazionali che nessuno ha eletto, dai capitali che girano il globo determinando le politiche locali e che dettano le regole e impongono sanzioni, da convenzioni tra apparatiDobbiamo porre fine a tutto questo malaffare malgestito, una rivoluzione pacifica (per ora) è iniziata. Ricominciamo dal basso, dagli enti locali, dai nostri risparmi e, soprattutto, abbiamo memoria di tutto questo e andiamo a votare con coscienza!

images

Informazioni su xsevents

http://www.facebook.com/profile.php?ref=name&id=1831337349
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...