Quando un Default sarebbe (stato) solo un RESET!

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Quando un Default sarebbe solo un RESET!
C’è Default e Default. C’è il Default controllato, concordato e programmato che è quello a cui hanno sottoposto Grecia, più velatamente Italia e altri paesi Europei e poi c’è il vero Default… Il primo Default è proprio di Economie che devono sottostare a certi vincoli di organizzazioni sovrannazionali, come nel caso di “Casa Europa”. Il secondo Default è invece è quello in cui un paese  non si “accorda” di pagare i creditori. Nel secondo caso potrebbe succedere anche che uno Stato decida di uscire da una sovraorganizzazione e ricominci a “battere” moneta.
Non è detto che il primo default sia meno peggio del secondo, anzi.
Alla base di tutti i default c’è un problema di bilancio, ossia quando fondamentalmente, i costi sono maggiori dei ricavi.

Ma cosa succede quando avviene un Default? La cosa a cui non dobbiamo prescindere in entrambe le tipologie di Default è la ristrutturazione del debito sovrano. Investitori privati ed istituzionali detentori dei titoli di debito pubblico pagheranno in questo caso le maggiori conseguenze, vedendosi “tagliare” il proprio capitale, di solito non meno di un 30%, ma anche più. Nel caso di “exit” da un sistema valutario, verrà denominata una nuova moneta,  che avrà così, d’emblee un valore inferiore alla precedente. Occorrerà a questo punto fare urgentemente delle riforme in modo che i costi potranno essere sostenibili e inferiori ai ricavi e che sia tutelato un certo welfare nazionale.
A questo pumto entra in gioco la competitività del sistema Paese: Turismo, Industria, Commercio…. se da una parte ci sarà una maggiore onerosità ad acquisire materie prime, dall’altra tutti i settori saranno maggiormente competitivi grazie ad una moneta svalutata. I Paesi esportatori beneficeranno più degli altri di questa situazione ed il cambio della valuta tenderà nel tempo ad un valore di equilibrio “x”.

Tanto per intenderci, col caso di un Default programmato del tipo di quello che abbiamo sostenuto noi italiani negli ultimi anni, i cittadini si ritrovano impoveriti costantemente nel tempo, inabissati da tasse sempre maggiori e da servizi sempre peggiori. Negli ultimi 5 anni, in Italia,  hanno chiuso più di 100.000 aziende che costituivano la ricchezza imprenditoriale del nostro paese e migliaia sono stati i suicidi per questioni economiche. Tagli inevitabili al Welfare si sono accompagnati a privatizzazioni di interi settori strategici dello Stato, patrimoni immobiliari e aziende “gioiello” sono state svendute agli speculatori perlopiù internazionali e primarie società hanno aperto più convenienti sedi fiscali all’estero.
Nel caso di Default vero non succede niente di tutto questo. Probabilmente era la strada tracciata da Berlusconi, andare a diritto finchè non si presenta il burrone o il muro… preoccupatissima la Troika Internazionale invece ci ha fatto trovare Monti e le loro rigide imposizioni… Ebbene il Default vero sarebbe stato meglio di quello che la maggior parte degli italiani hanno subito in questi anni. L’Italia col suo tessuto imprenditoriale avrebbe fatto molto velocemente a riprendersi.       In questo caso il Default sarebbe stato solo un RESET!

parga-grecia

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